Teatro Meridiano

Per “MERIDIANO” (accezione derivata da uno studio di Giuliana Martirani) si intende l’alternativa al modello Americano e a quello Europeo. È l’immagine solare che richiama i valori e le culture dei popoli del Sud, ma anche le direttrici che il Vangelo ha tracciato per una convivenza tra i popoli del mondo.

 I “valori” meridiani sono quelli della

PERSONA

Suo sviluppo e tutela; consapevolezza che essa, nella sua integralità ed in equilibrio con l’ambiente in cui vive è il fine ultimo di qualsiasi operare umano; che il vivere bene è prevalente all’avere molto. 

COMUNITÀ

Suo sviluppo e tutela; tutela delle culture; sviluppo equo ed etico all’interno dei sistemi sociali; riaffermazione del ruolo dei processi di empowerment o ‘regalità’ o riappropriazione di potere nell’ambito della vita delle comunità locali.

e quindi TEATRO MERIDIANO

vuol essere quel Teatro che si fa portatore di tali valori. Il “Ditelo sui tetti” di Gesù, può ben adattarsi al più attuale “Ditelo sulla scena”. Don Bosco riteneva che il Teatro fosse veicolo privilegiato per la formazione delle coscienze.

Da Gesù a Don Bosco, il Teatro Meridiano concentra l’attenzione sui più poveri, che tuttavia godono di culture dense di valori umani.

Il “Teatro Meridiano” dà voce a chi non ha voce, solleva problemi e riflessioni che i media non suscitano, risveglia le nostre intelligenze intorpidite e presuntuose.

TEATRO MERIDIANO orbita intorno a 4 aree:

1°. TEATRO DEI DIRITTI

(i grandi temi della Libertà, Giustizia, Pace...)

2°. TEATRO ETNICO

(proveniente dal Sud del Mondo)

3°. TEATRO DELLA GLOBALIZZAZIONE

(i problemi Nord/Sud)

4°. SENTINELLE DELLA CITTÀ DELL’UOMO

(personaggi - testimoni eccellenti...)

... sulle orme di un profeta di oggi, Tonino Bello:

Dovremmo dire ai missionari: Quando tornate qui in Europa, riempite gli aerei, riempite le navi, portateci vi preghiamo, dei pacchi dono perché stiamo morendo non di fame, ma morendo di tutti questi grandi valori; mandateci pacchi dono di speranza, di fiducia, di solidarietà che qui si muore. E’ ancora più importante mettersi sulla pelle la camicia del povero, Mettersi sulla pelle il dono che ti fa un povero. Chi? Sarà la prostituta, sarà il malato di aids, sarà per noi il marocchino che viene a darci un dono che tu non sai indossare. È una cosa grande lasciarsi evangelizzare dai poveri, per portare il lieto annunzio ai poveri, che non sono stati abbandonati dal Signore. Se svuoto tutta la casa per darla ai poveri, questa è generosità, ma la carità più grande è quella di introdurre qualcosa, sia pure una piccola cosa da mettere come souvenir in mezzo a mobili stile impero.

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