Pane, Miele e Fichi Secchi

Titolo dello spettacolo

Pane, Miele e Fichi Secchi

Autore

Henri Ghéon

Tipologia

Favola religiosa in 3 atti

Trama

E’ una storia di umiltà e grandezza infantile, una favola trasparente, un mistero pieno di meraviglia e di ingenuità. Il coro dei Piccoli Cantori, diretti dal maestro Padre Placido, stanno facendo le prove ed intonano l’Alleluia di Handel. Alix ed Amabile fanno delle traduzioni in latino seguiti da Padre Bernardo. Quest’ultimo discute con Padre Stampella dei ragazzi. Secondo Frate Stampella portano scompiglio nel chiostro. Alex ed Amabile incominciano a mangiare: aprono il loro paniere. Alix estrae dei fichi secchi ed Amabile un vasetto di miele, incominciano a mangiare e a recitare il Benedicite. Sembrano attendere qualcosa. Il Bambino Gesù si palesa ed incomincia a parlargli del cibo. Si unisce a loro. Padre Stampella è preoccupato per i ragazzi, non li trova in forma, ha l’impressione che dimagriscano. Vuole mangino di più. Per Padre Bernardo bisogna farsi venir voglia di Dio per far onore alla tavola. Pregano tutti insieme. Il coro intona nuovamente l’Alleluia di Handel.

Personaggi

NOSTRA SIGNORA DELLE GRAZIE, la Maestra (in statua che si animerà)
IL BAMBINO GESU’, scolaro (in statua come la sua Maestra)
ALEX, piccolo cantore, 9 anni o poco più
AMABILE, piccolo cantore, 8 anni o poco più
PADRE BERNARDO, frate Maestro
PADRE PLACIDO, maestro di coro
FRATE STAMPELLA, il sagrestano
IL PADRE PRIORE
IL CORO DEI Piccoli CANTORI di Santarem

Target

Bambini-Ragazzi ed educatori

Valori educativi

Potremmo sintetizzare dicendo che “Gesù ha fame” e che coloro che saziano questa fame sono i bambini. Nel vangelo Gesù afferma l’importanza dei bambini non solo accogliendoli, ma indicandoli come esempi per la realizzazione del Regno di Dio. E se la realizzazione del Regno di Dio sazia la fame del Figlio di Dio, ecco che i bambini e l’attitudine a rimanere “come bambini” sono essenziali alla realizzazione del Regno di Dio. Non è però solo un tema religioso, ma la centralità del bambino (il più piccolo, il più debole, il più povero), è un modo di pensare o ri-pensare la società. Nello stesso tempo viene indicata la “piccola via” (cfr Teresa di Lisieaux, o Charles de Focault), cioè la via delle piccole e semplici cose come strada per conquistare la felicità.