Parabola dei talenti

Titolo dello spettacolo

Parabola dei talenti

Autore

Luigi Melesi

Tipologia

Teatro Sacro Le Parabole in Teatro

Trama

Poiché avverrà come d'un uomo il quale, andandosene per un viaggio, chiamò i suoi servi e affidò loro i propri beni; e a chi dette cinque talenti, a chi due, a chi uno: a ciascuno secondo la propria capacità, e partì. Subito chi aveva ricevuto cinque talenti li trafficò e ne guadagnò altri cinque. Lo stesso quello che ne aveva ricevuti due ne guadagnò altri due. Ma quello che ne aveva ricevuto uno se ne andò, fece una buca per terra e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo torna il padrone di quei servi e fa i conti con loro. E venuto quello che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque dicendo: Signore, cinque talenti tu mi hai consegnato, ecco ne ho guadagnati altri cinque. Il padrone gli disse: Bene, servo buono e fedele; tu sei stato fedele nel poco; su molto ti darò autorità; entra nel gaudio del tuo Signore. Venuto avanti anche quello che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, due talenti tu mi affidasti; ecco altri due che ho guadagnato. E il padrone gli disse: Bene, servo buono e fedele; tu sei stato fedele nel poco; su molto ti darò autorità; entra nel gaudio del tuo Signore. Venuto poi avanti quello che aveva ricevuto un talento solo, disse: Signore, io sapevo che tu sei un uomo esigente, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso: e, temendo, andai e nascosi il tuo talento sotto terra; ecco, hai il tuo. Ma gli rispose il padrone: Servo malvagio e infingardo! Sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso? Ti conveniva allora mettere il denaro mio alla banca, e io ritornando l'avrei ritirato con l'interesse. Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ne ha dieci. Perché a chiunque ha, sarà dato di più ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E questo servo inutile gettatelo fuori nella notte, dove sarà pianto e stridore di denti. (Dal “Vangelo secondo Matteo” di P.P. Pasolini)

Personaggi

I Due narratori, amici, ma di parere diverso.
Più spettatori, che intervengono nel dibattito e nella rappresentazione.
Il Signore, giusto giudice.
La segretaria, ma può essere anche un segretario.
Giacomo, il primo amministratore.
Filippo, il secondo amministratore.
Zelota, il terzo amministratore, ossequioso e sicuro di sé.

Target

Giovani e adulti

Valori educativi

Vero cristiano non è colui che «conserva il Vangelo», lo legge, lo conosce, lo venera... ma chi lo pratica. Sarà quindi opportuno aggiornare l'espressione «cristiano praticante», perché dalla parabola non pare sia sufficiente andare a Messa alla domenica e ascoltare il Vangelo. I cristiani nuovi devono essere davanti al mondo testimoni della risurrezione e della vita del Signore Gesù, e un segno del Dio vivo. Tutti insieme, e ognuno per la sua parte, devono nutrire il mondo con i frutti spirituali... praticando la carità. In una parola: ciò che l'anima è nel corpo, questo siano i cristiani nel mondo.