Avaro (l'), il soldato, lo stivale e Belzebù

Titolo dello spettacolo

Avaro (l'), il soldato, lo stivale e Belzebù

Autore

Ragazzi ed Educatori di Arese

Tipologia

Farsa spirituale

Trama

Un coro di quattro ragazzi è «la coscienza» dell'Avaro, «un signorone che ha tanti campi da non poterli contare» e ...«una cassaforte»; come tale si sente «al centro della terra». Attorno a lui c'è la miseria: morti e distruzioni e creature infelici più infelici di mille morti. Ma, Mastro Anselmo, è duro, implacabile...
Arriva il momento di paura anche per lui: «Trema, Mastro Anselmo... Anche tu morrai, quando ti toccherà... Una gran fossa, venti palate di terra e ti risvegli dall'altra parte...». «Riflettici, Mastro Anselmo, basta una buona azione per mutare il destino». E Mastro Anselmo fa la sua buona azione: aiuta un poveraccio che abita vicino a casa sua. A una condizione: «Posso morire da un giorno all'altro e so bene che sulla mia tomba diranno: era un cane, che il diavolo lo arrostisca... Oggi, a voi che non ho rimandato a mani vuote, chiedo questo: sulla mia tomba dopo che sarò morto veglierete per tre notti». Muore Mastro Anselmo: «nessuno l'ha rimpianto». Il povero è fedele al patto. La terza notte... appare Belzebù: trema di paura il poveraccio ma in suo aiuto ecco l'astuzia di un soldato, Nicola; con il suo stivalone vincerà il demonio e farà ricco sé ed il povero.

Personaggi

4 testimoni
Maestro Anselmo
Matteo
Nicola
Diavolo

Target

Giovani e ragazzi

Valori educativi

«Un atto di carità è oro... oro che apre ogni porta... anche quella del paradiso all'avaro». Un atto di bontà è sole, sole che dà la vita e rischiara la casa più tetra. Una farsa spirituale francese con la sua moralità: viva, briosa, spumeggiante, leggera, tanto fine dal punto di vista psicologico.