Raggio di sole

Titolo dello spettacolo

Raggio di sole

Autore

A. Burlando - Musica di Vincenzo Cimatti

Tipologia

Tre atti in prosa e versi (L’azione si svolge in una missione della Cina)

Trama

In una missione cattolica della Cina agisce Padre Emanuele che ha raccolto intorno a sé bambini abbandonati e destinati a morire. Tra essi c’è Raggio di Sole, rapito, ancora in fasce da Fong per sottrarlo al padre, un re ricco e dispotico. Questi, travestito da mendicante va alla sua ricerca e, con inganno, si fa rivelare da Fong l’identità di Raggio di sole, come suo figlio. Rapisce lui e i suoi amici, trasferendoli nel palazzo principesco. Presto ci sarà l’incoronazione del piccolo, ma Fong e il Padre giungono al palazzo con l’intenzione di salvare tutti gli abitanti della missione. Si susseguono i colpi di scena, fino a che l’esempio cristiano del P. Emanuele che perdona anche i suoi nemici che vogliono ucciderlo, non intenerisce il cuore del re, convincendolo della bontà della religione cristiana.

Personaggi

Coro di Ragazzi e Uomini
Fong
Raggio di sole
Sportsmen
King-Tsai
A-Lau
Padre Emanuele
Cuochi
Sguatteri
Gran Ciambellano
Tien-Fuk
Ministri
Guardie reali

Target

Giovani e Adulti

Valori educativi

Il lavoro è ricco di spunti educativi, particolarmente denso di riferimenti al Vangelo. Il perdono è ciò che caratterizza la comunità cristiana e diventa determinante per la conversione del re e di tutta la sua corte. L’opera del missionario rappresenta un esempio altissimo di estrema dedizione e di fede indistruttibile. Brillantissimi e saporiti sono gli interventi degli Sportmens e dei Cuochi, contrappeso alla drammaticità della storia. Molto si può giocare con i costumi e con le scene per rendere la rappresentazione godibile.
Purtroppo l’operetta è datata, specie per quel che riguarda il linguaggio, aulico, artificioso e prolisso. Se le musiche di Don Cimatti e il soggetto del racconto meritano di essere rappresentate, allora si aprono due strade: premettere alla rappresentazione l’avviso che si è voluto lasciare tutto (ma qualche battuta va comunque resa più discorsiva) come la testimonianza del tempo in cui hanno operato gli autori; oppure armarsi di pazienza e operare una profonda revisione del testo, in modo da renderlo in un linguaggio attuale e sfrondarlo dalle ridondanze.