Parabole (due) Evangeliche

Titolo dello spettacolo

Parabole (due) Evangeliche

Autore

Caterina Pesci

Tipologia

Parabole in Teatro

Trama

Il “Seme di senape”: La parabola segue alquanto l'andamento tradizionale a dialogo in distici ritmati; ma la novità consiste nella musica che la commenta, la quale ha pure dettato il costume delle attrici. Sono musiche di Autori di fine Ottocento e di primo Novecento: Van Gael, Grieg, Sinding, Dvorak; e perciò la presentatrice e i personaggi vestono come le fanciulle di quel tempo. Le musiche non devono fare da sottofondo alle parole.
Caratteristico è l'intermezzo delle stagioni, che si muovono, in una lievissima danza di statuette, quasi seguendo l'onda di quelle musiche suggestive. La preghiera finale conchiude il messaggio divino e umano di questa rappresentazione breve, ma intensa.
La “Dramma Perduta”: Anche questa parabola è recitata. Ma il criterio che vi domina è suggerito dal tema di un piccolo preludio di Bach. Semplicità e linearità. Dai tempi forti e dai tempi deboli del tema musicale sono stati ricavati due motivi, estremamente essenziali, che formano i canti dell'«agnella», della «soglia », della «lampada» e della «dramma». Il recitativo si sussegue con un andamento salmodico, quasi in un ritmo di simmetria.
NB. - I canti dell'agnella e della lampada sono ricavati dai tempi forti del tema del preludio N. 5 di Bach; quelli della soglia e della dramma sono ricavati dai tempi deboli.

Personaggi

Il “Seme di senape”:
Voce fuori campo
Fava
Cece
Senape
Presentatrice
La “Dramma Perduta”:
Miriam
Sefora
Abigail

Target

Ragazzi e/o Giovani

Valori educativi

Il “Seme di senape”: Caratteristico è l'intermezzo delle stagioni, che si muovono, in una lievissima danza di statuette, quasi seguendo l'onda delle musiche. La preghiera finale conchiude il messaggio divino e umano di questa rappresentazione breve, ma intensa.
La “Dramma Perduta”: Tutto è composto in questa scena breve e significativa, dalle pieghe del velo delle tre protagoniste alla loro psicologia, che passa dalla speranza al dolore, dal dolore alla gioia, senza sforzo e senza contrasti. Sobrio il gesto, sobrio l'atteggiamento nella loro studiata collocazione sullo sfondo del luogo e del tempo. La vedova Miriam conosce la sua casa come la sua anima, e coglie con la saggezza dell'esperienza la tristezza e la bontà delle cose. La monetina d'argento, di per sé, è un ben modesto tesoro, ma, unita alle altre nove, diviene il significato ultimo di un lungo travaglio. Per quella dramma perduta si è fatto un gran vuoto nella vita e nella sera, per quella dramma ritrovata il cuore canta di nuovo il canto della consolazione. Un simbolismo raccolto e religioso domina il breve squarcio evangelico, fluente sulla linea di un disegno, che dona, alle figure le movenze di una danza sacra.