Casa (la) della fortuna

Titolo dello spettacolo

Casa (la) della fortuna

Autore

Giovanni Bosco

Tipologia

Commedia in tre atti

Trama

A pie’ delle alpi, a poca distanza dal Moncenisio, viveva una onesta ed agiata famiglia. Zaffiri ne era il padre. Contento del suo stato esso riponeva la sua felicità nel coltivare le terre, assistere ad alcuni affari privati, praticare i doveri del buon cristiano, fare del bene a quanti poteva. Lucrezia appellavasi la figliuola maggiorenne. Presentatasi occasione di accasarla il genitore voleva che sposasse un ricco e pio contadino. Ma contro al volere del padre ella preferì un giovanotto di onesto casato ma povero di beni di fortuna di nome
Giustino. Mia figlia, le diceva il padre, tu non segui i consigli del tuo genitore e la sbagli. Ricordati che il cielo non benedice chi opera contro al volere de’ genitori. Ciò non ostante ella secondò il suo genio, e celebrò il divisato matrimonio. Dopo di che rincrescendole dimorare in patria partì alla volta di Torino in compagnia del marito col solo danaro ricavato dalla dote paterna. Giunsero in tempo molto propizio per un genere di commercio da loro esercitato, laonde coll’economia e colle assidue fatiche riuscirono a procacciarsi una piucchè mediocre fortuna. Ma un fallimento, uno stagnamento di affari, una lunga malattia, ed on furto sofferto ridussero questa famiglia nell’indigenza. Giustino colla moglie e con tre figliuoletti andò a dimorare in Pinerolo dove in capo a due anni cessò di vivere. La madre allora colla figliuolanza recavasi a Moncalieri a fine di provvedere alle necessità della famiglia col lavoro delle sue mani. Giustina era la figliuola primogenita: Ottavio ed ‘Ernesto chiamavansi i due fratelli. Ma un novello infortunio colpì questa famiglia. La figliuola moriva di colera l’anno 1854; pochi giorni dopo la stessa madre era eziandio involata dal morbo micidiale. Allora i due orfanelli Ottavio di 14 ed Ernesto di 9 anni vennero consegnati ad un carrettiere perché fossero condotti presso uno zio paterno.
Se non che il carrettiere mosso dalla sete del poco danaro, che agli orfanelli aveva la madre lasciato, dopo un tratto di strada non gli volle più con sé e gli abbandonò. Ottavio ed Ernesto prendendo il loro piccolo baule andarono a dimandare ospitalità nella prima casa campestre che loro si parò davanti, e qui furono ricevuti in un’aja. (don Bosco)

Personaggi

EUSTACHIO padrone di casa
FRANCO suo nipote
TEODORO suo nipote
GIOVANNI detto Allegro, servitore.
OTTAVIO orfanello
ERNESTO orfanello
Un carrettiere