Anch'io ero l'Italia

Titolo dello spettacolo

Anch'io ero l'Italia

Autore

Angelo Schwarz

Tipologia

sette sequenze drammatiche

Trama

La prima sequenza (introduttiva) è ricavata dalla dedica di P. Calamandrei, scritta nell'immediato dopoguerra per i Partigiani di Cuneo. Ricorda tra l’altro il sacrificio di Boves. Le cinque sequenze successive sono desunte da cronache del tempo e da libri che le hanno rielaborate. Poiché si tratta di episodi realmente accaduti, ogni coincidenza di nomi e di cose non è puramente casuale. L'ultima sequenza non si basa su documenti. Ma al sottoscritto toccò assistere ad analoga scena durante la guerra. Perciò l'episodio non è di invenzione. Forse successero altri fatti del genere e non è giusto dimenticarli. Anche gli eroi sconosciuti erano I'ltalia. (A. Schwarz)
In aggiunta: due “pezzi” brevi
SPARATE SUL PRETE
Chi vorrà allestire tre atti anziché una sola scena su questo tema, ricorra al dramma : " Don Fortunato", 3 atti di C. Masci. (Dalla PREMESSA): In questa rievocazione drammatica della Resistenza italiana non si parla di odio, ma di amore. L'insurrezione armata del 1943-1945 come noi la ricordiamo avvenne per la ricostruzione dell'Italia. Ogni ricostruzione- esige l'amore e la pace. Coloro che nella Resistenza cercano soprattutto l'odio e la guerra saranno disillusi dal nostro spettacolo. Ad essi e a tutto il pubblico presente, noi vorremmo soprattutto far capire che quella fu una lotta per l'uomo, la sua dignità e la sua libertà. Una lotta per la pace e per l'amore di tutti: in Italia, in Europa, nel mondo.

LA BALLATA DEI MORTI
Questa ballata è stata svolta in 3 tempi da M. Bongioanni nel dramma: "La loro vigilia". Diamo la prima scena dell’atto secondo. Sulle montagne le cose andavano diversamente. Là era la guerra aperta. Marco Bongioanni ha colto uno di questi episodi in una trasfigurazione poetica: una specie di “ballata” tragica. I partigiani combattono sulle montagne di Torino. In un fortino avanzato, tre di essi si fanno massacrare per salvare un ragazzo: evidentemente il ragazzo è simbolo di una Nazione che rinasce. Quando i tedeschi arrivano in vetta, sono accolti dai morti ...

Personaggi

Lettore 1
Lettore 2
Ragazzo 1
Ragazzo 2
Ragazzo 3
Ragazzo 4
Ragazzo sconosciuto
Partigiano 1
Partigiano 2
Fascista 1
Fascista 2

Target

Ragazzi / Giovani

Valori educativi

Queste sette sequenze non sono il solito «teatrino», sono episodi ricavati dal vero e trasudano sangue. La scuola celebra «Le cinque giornate di Milano» ed episodi patriottici di altri tempi. Crediamo che una «lettura drammatica» in aula e - dovunque è possibile - una rappresentazione di questi fatti non sia meno educativa e legittima. Questo «pezzo» è anche idoneo per feste e accademie di scuola e istituto, per premiazioni, ricevimenti ed omaggi ad autorità. In specie il tema diventa attuale per offrire maggior consapevolezza alla COSTITUZIONE ITALIANA, nata da questo movimento partigiano. Comunque il lavoro figura bene in qualsiasi circostanza si vogliano portare i giovani in scena con modernità e buon gusto. Bastano - come si vede - 11 giovani con un vestito-base (maniche di camicia per i 5 Ragazzi; grigio per i 2 Partigiani; nero per i 2 Fascisti, completo scuro per i 2 Lettori). E basta un fondale neutro (con i simboli che vorrete, se vorrete) per la scena. La regia è del tutto libera: si cerchi solo di evitare la retorica. L’autore ha scritto con cuore. Recitate questo lavoro con cuore a vostra volta. - RENZO DI GRAZIANO