Orso (l') e la volpe - Il galletto nero - Mikhail e gli stivali

Titolo dello spettacolo

Orso (l') e la volpe - Il galletto nero - Mikhail e gli stivali

Autore

Giacomo Roque

Tipologia

Trasposizione scenica di tre favole del folklore popolare.

Trama

L'orso e la volpe
É la trasposizione scenica di un racconto del folklore di molti paesi, trascritta simpaticamente per bambini.
Il galletto nero
E’ la trasposizione scenica di una favola, raccontata da sempre in numerosi paesi, e in particolare in Francia, dove, secondo le regioni, l'eroe è ora una «mezza anatra» oppure una «metà di un pollo» o un tacchino. Questa trasposizione si ispira soprattutto a una versione rustica di Paul Delarue e ad una versione ungherese.
Mikhail e gli stivali
«Mikhail» è la trasposizione di una favola russa piena di fantasia e di un vecchio racconto popolare cinese. Il tema è stato un po' modificato, ma la molla drammatica è la stessa.

Personaggi

"L'orso e la volpe"
BURBERO, il grosso orso
LA VOLPE, magra e scarna
LA SIGNORA LONTRA, piccola e innocente
IL NARRATORE
IL BATTERISTA
"Il galletto nero"
IL FATTORE
LA FATTORESSA
IL GALLETTO NERO
IL NARRATORE
IL BATTERISTA
"Mikhail e gli stivali"
LOUKA
MIKHAIL
IAKOV
KATHA

Target

Ragazzi

Valori educativi

Rappresentatele nella scuola
Il teatro non è, come spesso si crede, una materia nuova da aggiungere alle altre; nemmeno deve essere l'occasione per graffiare le materie tradizionali, i loro insegnanti e gli allievi, mettendone in evidenza i vizi segreti e le pubbliche virtù. La partecipazione dei ragazzi al fatto teatrale, come spettatori o come attori,
in relazione all'educazione delle loro capacità creative, è una operazione culturale che coincide perfettamente con lo stesso progetto della scuola. Purché in essa non prevalga una pedagogia dogmatica o, al contrario, permissiva e priva di autocontrollo; ma sia una scuola umanista. Il teatro, oltre che essere un mezzo privilegiato per introdurre un'arte, quella drammatica, nella scuola, senza rischi di estetismi vani o di intellettualismi eccessivi, favorisce sempre una vera rinascita educativa, portatrice di situazioni nuove e di un insolito lavoro. Insegnanti e allievi sperimenteranno uno scambio diretto di conoscenze, emozioni, interventi, piste impreviste, collaborazioni originali fra attori e registi, e, soprattutto, il risveglio di una creatività comunitaria.
"L'orso e la volpe"
La scena può essere allestita secondo regole realistiche o naturalistiche, ma anche soltanto accennata. Un doppio gioco di tende nella gamma degli ocra. Nel fondo, al centro, un grande camino a tettoia, magari buffo alla maniera di certi cartoni animati. A destra e a sinistra del focolare, due larghe panche rustiche, verniciate come certi giocattoli di legno dipinti. Due sedie. Una piccola finestra, molto boccascena, che dà sulla strada, a sinistra del camino. Una porta. Come accessori, prevedere tre bastoni e una lanterna. I costumi saranno molto semplici. Burbero, Volpe e Lontra potranno essere vestiti con una tuta completa di maniche, più o meno ampia o imbottita secondo il personaggio e nello stile degli animali di peluche. Berretto che chiude la testa; con orecchie. Guanti. Mezza maschera di un burlesco piacevole. Code. Curate l'illuminazione: deve creare l'atmosfera del racconto, scandire le sequenze, dare risalto ai singoli personaggi. Questo gioco deve essere condotto con vivacità, ma senza precipitazione. Tutto deve concatenarsi con facilità e buon umore, in un'atmosfera mezzo-reale e mezzo-poetica, con degli sfondi ricchi di fantasia.
"Il galletto nero"
L'arredamento è molto semplice: a metà scena, ornata di qualche rampicante, una piccola staccionata verde con un passaggio libero, in un gioco di tendaggi giallo-chiaro o anche bianco-sole. Come accessori: un paniere e una zappa bidente. Nessuna difficoltà per i costumi: il fattore e la fattoressa saranno abbigliati nello stile campagnolo del settecento, ad esempio. Il fattore porterà una parrucca rossa di lana, rigida e tagliata “con l'accetta”. Camicia bigia di grossa tela. Pantaloni alla francese, color foglia morta, fermati sotto il ginocchio. Larga cintura. Calze grigio-chiaro a righe rosse. Zoccoli. Piccolo gilè senza maniche, verde bottiglia. La fattoressa ricorderà, per lo stile del suo costume, la Perrette de «Il vaso di latte» di La Fontaine: corsetto, gonna ampia, grembiule bianco, zoccoli. Il galletto sarà vestito di un elegante collant nero. Porterà una bella cresta rosso vivo in tessuto di spugna, e una coda di piume svolazzanti.
Scegliete con cura dei motivi melodici per la colonna musicale, che creeranno
l'atmosfera. Distribuite bene gli altoparlanti che amplificheranno i richiami
del galletto e il ronzio delle api. L'illuminazione ha pure la sua importanza: luce piena, solare, leggermente dorata. Per la scena 8, luce lunare. Per il rimanente, nessuna difficoltà. È il narratore che conduce il gioco e impone il ritmo. Lo guiderà allegramente, senza precipitazione né tempi morti, lasciandosi semplicemente portare dal ritmo interno della favola.
"Mikhail e gli stivali"
Poco o niente arredamento. Ci si può contentare di un gioco di tende dalle tinte scure e di una illuminazione appropriata. Una ricca icona a colori, un tavolo e una sedia rustici di betulla possono suggerire benissimo l'interno della isba di Mikhail. I costumi devono essere trasposti nel tono della farsa. - Mikhail e Iakov potranno portare pantaloni a sbuffo di grosso panno color foglia morta, verde oliva o vinaccia. Camiciotto di tela decorato da qualche ricamo a vivaci colori. Cintura di cuoio. Stivali. Barba. Prevedere calze di un rosso smagliante per Mikhail. Louka e Katha, dall'aspetto di bambole di legno dipinto, saranno vestite di lunghe gonne pesanti e variopinte, di corsetti bianchi abbelliti da qualche motivo di arte popolare. Trecce di canapa. Visi sodi dalle guance delicatamente rosate. Illuminazione sul rosso. Questa favola ingenua e allegra, dalla molla drammatica molto elementare, deve essere giocata in tono vivace e burlesco. Il dialogo è semplicissimo, ridotto all'essenziale. Nessuna difficoltà d'interpretazione. Curare tuttavia i giochi di scena e lavorare qua e là, con cura particolare, ai cambiamenti di ritmo e di tono, che devono esser messi in risalto con fantasia burlesca. L'arredamento, di un realismo pseudo-russo, richiama l'interno di una isba, con una illuminazione tendente al rosso. Un fuoco di legna rosseggia nel camino. Sul muro, una icona illuminata da un lumino. Una tavola consunta, una sedia. (Potete rappresentare il pezzo anche all'aperto, davanti all'isba).