Gabbia (la)

Titolo dello spettacolo

Gabbia (la)

Autore

Luigi Melesi

Tipologia

Dramma Teatrale

Trama

Il lavoro, altamente drammatico per la sua «verità», riesce a comunicare un'autentica esperienza vissuta dai cosiddetti «ragazzi difficili» che la società imbestialisce, rinchiudendolì nella «gabbia», simbolo di un mondo diventato grande riformatorio dove le relazioni umane sono impossibili per una non educazione a metterci alla pari degli altri. Il preoccupante problema sociale della delinquenza minorile può essere risolto solo da tutta la comunità e non delegato agli “addetti ai lavori”. Le storie vere, narrate con linguaggio crudo, sono tante, ma trovano unità nell'ambiente, nella coreografia indicata da note di regia, e nel personaggio-chiave, Salvatore, che aiuta a ritrovare il senso di un'attesa individuale per una comunità di uomini liberi.
Primo tempo:
Dei ragazzi sono rinchiusi in una grande gabbia quadrata fatta da sbarre di ferro stile carcerario. Mentre Romoletto canta “Porta Romana” Alfredo scrive una lettera strappalacrime alla madre andata via di casa. Tutti insieme si domandano del perché si ritrovano lì, si definiscono “la merda di questa società”, “perduti in eterno, ergastolani senza sentenza, dannati a vita”. Si finisce con un intermezzo-dibattito dove ci si chiede quale siano le cause della delinquenza minorile e quali le soluzioni per risolvere il problema.
Secondo tempo:
I ragazzi parlano della loro vita di tutti i giorni in carcere che è “scuola di odio e malavita”, “agonia di ogni speranza”. Attraverso dei ragionamenti arrivano a dire che non esistono ragazzi cattivi ma è la società che li rende tali. Se invece gli stessi soggetti vengono messi in una comunità umana diventano giovani buoni e dotati. Perciò la tesi di fondo è: “Criminali, non si nasce, si diventa”.

Personaggi

MAX, 15 anni, immigrato
POLIZIA, due agenti
ROMOLETTO, 18 anni, romano
ALFREDO, 16 armi, bergamasco
ZICHICCHIO, 17 anni, piemontese di Barletta, poliomelitico Lo SMILZO, 17 anni, calabrese
IL TOPO, 14 anni, romagnolo PAOLO, 15 anni, emiliano L'EGIZIANO, 18 anni
LORENZO, 17 anni, il ragazzo «solo» SALVATORE, 16 anni, pugliese
IL COMANDANTE DEL RIFORMATORIO, 30-35 anni DON GIORGIO, cappellano amico del comandante
LA GUARDIA, 20-40 anni
LA MADRE DI MAURO
MAURO, figlio della vedova, 16 anni
GIOVANNI, 15 armi, piemontese di Sicilia MAURIZIO, 16 armi, veneto
PINO, 16 armi, sardo
CLAUDIO, 17 anni, ligure
RENZO, 15 anni, lombardo MARIO, 15 anni, siciliano JONNY, 16 armi, napoletano MIKY, 17 anni, figlio di N.N. CARLONE, 17 anni, il mafioso SIGNORE X, spettatore SIGNORE Y, spettatore
UN PRETE
IL PADRE DI CLAUDIO, 45 anni ROBY, 18 armi, siciliano
RENATA, la ragazza di Roby, torinese

Target

Adolescenti ed adulti

Valori educativi

I valori espressi dal testo sono legati ad un’analisi della condizione giovanile a forte spessore educativo, nel senso che si parte da una lettura educativa della realtà. I giovani raccontati sono giovani in “gabbia” che è sinonimo di tante gabbie, ma il racconto cerca di fare analessi, cioè di individuare motivi, ragioni storiche, affetti mancati, apprendimenti familiari della attuale condizione del giovane. Indubbiamente è presente il tema della libertà e su ciò che realmente libera. Una libertà come responsabilità, ma anche come amore. Indubbiamente nel testo, che parte da storie vere, è possibile cogliere tutto il dramma della condizione giovanile, ma anche il dolore. Riportiamo tra i materiali una nota autoriale che aiuta ulteriormente ad entrare nel testo.