Villaggio (il)

Titolo dello spettacolo

Villaggio (il)

Autore

Cooperativa Teatro dell'Arca di Forlì

Tipologia

Spettacolo di parola, musica e mimo

Trama

Si tratta di una storia, slegata da riferimenti ad un luogo o ad un tempo precisi, di cui è protagonista il popolo che racconta e vive il dramma della perdita della fede e della coscienza del valore delle cose concrete, dei rapporti e dei gesti, del ritmo della giornata e del senso del tempo. Si è voluto recuperare dentro ognuno la memoria di una vita di popolo per esprimere l'inizio di una transizione, cioè l'inizio di una esperienza di novità capace di informare di sé tutte le strutture per la realizzazione di una società nuova. Lo spettacolo, in due atti, è una parabola rievocata in flash-back del dialogo di due personaggi, un vecchio e un ragazzo, che accompagneranno poi lo svolgersi della vicenda sottolineandone i passaggi più intensi.
Primo parte: Introduce alla vita del villaggio che culmina nel momento della festa dove prevalgono l'azione mimica e il canto, cui si accompagna il rito della partenza per i pascoli. C’è un dialogo toccante tra il giovane ed il vecchio dove il primo dice al secondo: “La vita senza storia non produce vita ma noia”.
Seconda parte: Si apre col ritorno degli uomini dalla montagna, su di una scena radicalmente rovesciata per approssimarsi della siccità nel paese, per la disgregazione dei legami già presente nel popolo del villaggio e, infine, per la presenza di alcuni personaggi nuovi che simboleggiano figure di mercanti. Essi, in una scena coloratissima di mercato, drammatica e paradossale insieme, convinceranno il popolo, giocando con abile dialettica, ad abbandonare il villaggio, i suoi valori e legami, ed a seguire il miraggio di un nuovo paese dove il progresso è straordinario e a portata di ognuno. Rimangono a chiudere il dialogo le parole del vecchio, fedele custode del villaggio, ma non della terra o del passato, bensì di una speranza per il presente: “Li salverà il ricordo...Si ritroveranno, perché hanno avuto la fortuna, un tempo, di amarsi gratuitamente, senza mercato”.

Personaggi

IL VECCHIO, fedele custode del villaggio
IL GIOVANE, vagabondo
AMNA, la ragazza
LOB, pastore
GURT, il saggio (è IL VECCHIO quand’era giovane)
ISTOFF, l’autorità del villaggio
UMA, la donna
GRITA, la vecchia
L’ORCIAIO
1° MERCANTE
2° MERCANTE
3° MERCANTE
UN POPOLO di pastori e contadini

Target

Adolescenti ed adulti.

Valori educativi

Il testo proposto contiene valori educativi che sono una riflessione per il cammino di una comunità, ma anche per un singolo gruppo. I valori non riguardano unicamente il ciclo “naturale” del gruppo, ma descrivono le fatiche del costruire una comunità umana, il valore dei riti, delle relazione, dei passaggi relazionali. Il movimento ciclico della comunità/gruppo è legato anche ai ritmi naturali, contribuendo a dare un senso al tempo che non è caratterizzato dalla fretta, ma dalla natura delle cose, delle relazioni, dell’ascolto reciproco. Il testo evidenzia anche i pericoli della comunità/gruppo in particolare il mercanteggiare le relazioni, cioè sottoporre le relazioni ai concetti della massima utilità, dell’interesse. Il testo suggerisce un valore fondamentale per la gestione dei rapporti per la costruzione della comunità/gruppo sintetizzata nella frase: “ci salverà il ricordo di aver avuto un tempo la fortuna di amarci gratuitamente se senza mercato”. Il cuore dunque della vita comune e di gruppo è il dono attraverso l’amore reciproco e gratuito, ma anche la capacità di rileggere e fare memoria.