Oltre il futuro

Titolo dello spettacolo

Oltre il futuro

Autore

Licei di Macerata da testi di Tonino Bello

Tipologia

Preghiera‐Meditazione di preparazione al Natale

Trama

1. Premessa
Il senso dell’incontro
Chi è don Tonino Bello?

2. Carol del Coro
The Wexford Carol

3. Primo quadro
BUON NATALE A TE

4. Canto Corale
Happy Xmas ‐ Intera Assemblea

5. Secondo quadro
ANDIAMO FINO A BETLEMME

6. Canto solista
Ave Maria

7. Terzo quadro
LA PAURA è FINITA: ANDATE IN PACE

8. Preghiera dell’Assemblea
Cori alternati ‐ Ritornello comune

9. Carol finale del Coro
Irish Carol

Personaggi

1° quadro:
don Tonino Bello
Ignazio (paralizzato in carrozzella)
Franco (sciatore)
Rosaria (novella sposa)
Katia (abbandonata dal marito)
Corrado (vecchio della casa di riposo)
Antonietta (vamp)
Gianni (malato in ospedale)
Piero (detenuto in carcere)
Mussif & Sahid (due extra‐comunitari)
2° quadro:
don Tonino Bello
Prima Voce
Seconda Voce
Terza Voce
Quarta Voce
Solista
3° quadro:
don Tonino Bello
Persona Prima
Persona Seconda
Persona Terza
Persona Quarta
Persona Quinta
Persona Sesta

Target

Giovani e/o Adulti

Valori educativi

C’è, nella storia, una continuità secondo ragione, che è il futurum. E’ la continuità di ciò che si incastra armonicamente, secondo la logica del prima e del dopo. Secondo le categorie di causa ed effetto. Secondo gli schemi dei bilanci, in cui, alle voci in uscita, si cercano i riscontri corrispondenti nelle voci in entrata: finché tutto non quadra. E c’è una continuità secondo lo Spirito, che è Adventus. E’ il totalmente nuovo, il futuro che viene come mutamento imprevedibile, il sopraggiungere gaudioso e repentino di ciò che non si aveva neppure il coraggio di attendere. Dio si manifesta attraverso i processi della discontinuità, che è una continuità secondo lo Spirito, il quale soffia dove e come crede, quasi mai secondo logica. Il futuro non viene pensato da Dio come continuità rispetto al presente. Non c’è fedeltà ai suoi progetti che non richieda strappi. Non c’è fede che non postuli la disponibilità a mutare radicalmente i piani dell’esistere. Non c’è chiesa che possa trincerarsi nell’esigenza di essere eguale a ieri per salvaguardare la propria identità.