Qualcosa da raccontare sul Natale

Titolo dello spettacolo

Qualcosa da raccontare sul Natale

Autore

Jorge Diaz

Tipologia

Comico-tragico

Trama

L’autore parla così di questo spettacolo incentrato sulla notte di Natale: “Ho sempre cercato di evitare le grandi parole, le parole con la maiuscola. E il Natale è una Grande Parola, una Parola con la maiuscola. Per scoprire in questa Parola con la maiuscola la sua verità semplice e sconvolgente, bisogna spogliare la festa del Natale dalle luminarie commerciali, dal rumore eccitante, dall'allegria forzata, dai tanti simboli puerili, superficiali e non più genuini. E dopo tutto questo resta ancora quaIcosa?... Si: il silenzio e il mistero; lì incontriamo un natale con la minuscola, l'incarnazione delle piccole vite nascoste”.
I vari personaggi cercano di rappresentare per il loro pubblico la storia di una donna incinta, disprezzata da tutti, Maria Riquelme, definita “la negra”, che nel profondo del cuore conserva un segreto. E’ proprio su questo segreto che si incentra la storia. Questa donna silenziosa porta con sé il mistero, l'identità di tutti, la vita inspiegabile, la vita che non si può rappresentare, l’evidenza. Un modo per andare oltre l’invasione dei mass-media che ci fa dimenticare i nomi propri di cose e persone.

Personaggi

LA CIMICE, ragazzo ingenuo
IL REGISTA, Giacomo uomo dinamico e nevrastenico
LA BAMBOLA, commessa del bar
BIAGIO, operaio di buona volontà
IL MAGRO, operaio che ha sempre da ridire
UNA DONNA, la madre negra
VOCE FUORI CAMPO di Giuliano, Antonio, una vecchia

Target

Adulti

Valori educativi

dall’introduzione al testo realizzata dallo stesso autore: “Ho sempre cercato di evitare le grandi parole con la maiuscola. E il Natale è una Grande Parola, una Parola con la maiuscola. Per scoprire in questa parola con la maiuscola la sua verità semplice e sconvolgente, bisogna spogliare la festa del Natale dalle luminarie commerciali, dal rumore eccitante, dall’allegria forzata, dai tanti simboli puerili, superficiali e non più genuini. E dopo tutto questo resta ancora qualcosa?...Sì: il silenzio e il mistero; lì incontriamo un natale con la minuscola, l’incarnazione delle piccole vite nascoste. I mass-media hanno invaso la nostra vita e ci hanno fatto dimenticare i nomi propri delle persone e delle cose, e perdere la nostra identità. Cerchiamo il nome perduto, un codice per identificarci con qualcosa e proviamo, proviamo la parte che non interpreteremo mai, e in mezzo al rumore degli scenari posticci e falsi che crollano, una donna senza volto, senza nome, silenziosa, porta con sé il mistero, l’identità i tutti, la vita inspiegabile, la vita che non si può rappresentare, l’evidenza. Dopo aver tolto tutte le maiuscole, l’enfasi letteraria, i luoghi comuni, se a queste mie parole resterà qualcosa...sappiate che proprio questo era la mia mia prima intenzione nello scrivere QUALCOSA DA RACCONTARE SUL NATALE”.